mercoledì 20 giugno 2007

EBA Forum: siete svegli?



Stranissima la tavola rotonda tenuta all'EBA forum ieri e presieduta dall'amico Alberto D'Ottavi. Sala piena, gente in piedi e attentissima, ma stranamente poco reattiva. Noi predicevamo la fine del mondo come lo conoscono, come usa tra persone intelligenti, un po' apocalittiche un po' integrate. "L'ontologia del marketing sta cambiando - minacciavo io, fiancheggiato da Luca Vanzella di Daimon - e le aziende perderanno il controllo perfino sui prodotti". "I mondi virtuali verranno, non c'è dubbio, e tutto cambierà" - dichiarava sereno David Orban di Questar. Nel frattempo, Tommaso Tessarolo e Robin Good tentavano inutilmente di accedere alla conferenza via Skype, alla faccia dell'onnipotenza della tecnologia.

E i partecipanti? Ci guardavano indifferenti. Non si gettavano ai nostri piedi implorando di salvarli; non ci insultavano; non facevano domande di rilievo; non scappavano al bar più vicino. Stavano semplicemente lì. Ragazzi e ragazze, sveglia! Voi siete il marketing perdio, gli amichevoli persuasori occulti, il Ministero dell'Inconscio del capitalismo avanzato. Perché questo mortorio?

Forse eravamo solo finiti nella sala sbagliata. O nella città sbagliata.
(La foto è di Vanz)

6 commenti:

David Orban ha detto...

Sai Alberto, sono sorpreso che tu sia sorpreso. Troppo spesso l'audience è così. Ti ringraziano, ti fanno i complimenti e rimangono apparentemente indifferenti. Finché i cambiamenti li travolgono davvero. E allora arrivano a lamentarsi di ricevere le protezioni. Dalle scarpe cinesi, dal lavoro dall'est, dall'efficenza delle linee aeree a basso costo, dalla telefonia su internet o il video condiviso.

Perché? :)

Alberto ha detto...

Forse, David, perché questa è audience professionale; questi spendono tempo e denaro per sentire cosa noi pensiamo del loro lavoro, ed è ridicolo che non pretendano value for their money. Del resto io sono un novellino, tu chissà quante cose così avrai fatto...

vanz ha detto...

Secondo me non fanno domande non perché non gli interessa, ma perché non ci sono abituati: da 30 anni la scuola, la chiesa, la famiglia e il capufficio gli dicono "stai seduto e ascolta". Cosa vuoi che facciano, che si ribellino?

L'idea di alzarsi e prendere la parola in una sala così, col tavolo che sembra un altare - e non è un caso - li spaventa. Semplicemente, ai convegni non si fa.

E' per questo che speravo di farla nel parlamentino, dove la distanza è minore (ma anche lì, il giorno dopo, tempo per le domande zero).

E' anche colpa nostra, però. Dobbiamo prendere i gelati e scendere a parlare nel parterre, non stare appollaiati lassù solo perché ci hanno detto di metterci lì. Il gesto di avvicinamento deve venire anche - anzi prima di tutto - dal relatore :-)

Alberto ha detto...

Hai ragione Vanz, e ha ragione anche Alberto: è anche colpa nostra, che abbiamo accettato la struttura di potere implicita nella disposizione della sala (noi in alto nella ridicola astronave, il pubblico sotto). Il format migliore per il panel l'aveva inventato Platone: passeggiare insieme, discorrendo. Un po' dispersivo se si è in 150 come martedì, ma molto orizzontale.

Comunque mi aspettavo gente un po' più tonica.

ivan ha detto...

Ahemm, un commento "polemico" da uno del pubblico, ammetto che il pubblico forse era un po' sottotono, ma dai, ammettetelo forse anche voi non eravate nella forma migliore (almeno alcuni) e fare dei commenti o interventi un po' significativi, (a parte pubblicizzare il proprio sito sul tempo, ma da che ricovero lo hanno tirato fuori Mister Time???) era un po' come sparare sulla croce rossa... e anzi ringrazio David che con il suo intervento ha un po' svegliato l'attenzione (complimenti, e non solo per l'intervento) e ha dato il là anche a qualche rompino come il sottoscritto per intervenire

Alberto ha detto...

Colpiti e affondati, Ivan. Hai ragione, ovviamente: si vede che non siamo poi questi grandi comunicatori che pensiamo di essere.

David è piaciuto molto anche a me, con la sua ars oratoria e il suo notevole bagaglio informativo.